Diari di viaggio

Dalla rocchetta Mattei al Santuario di Bocca di Rio






La Rocchetta Mattei
Cesare Mattei nacque a Bologna l'11 gennaio 1809 da famiglia agiata, e crebbe a contatto con i massimi pensatori dell'epoca come Marco Minghetti, Antonio Montanari, Rodolfo Audinot e Paolo Costa. Nel 1837 fu uno dei fondatori della Cassa di Risparmio in Bologna. Ricevette il titolo di Conte nel 1847 da papa Pio IX a fronte di una donazione terriera in quel di Comacchio, la fortezza di Magnavacca (ora Porto Garibaldi), che avrebbe aiutato lo stato pontificio a fermare l'avanzata austriaca. Venne nominato Deputato al Consiglio di arruolamento della Guardia Civica Bolognese con il grado di tenente colonnello e capo dello Stato Maggiore, carica che venne poi abbandonata in quanto eletto, nel 1848, deputato al Parlamento di Roma. La morte della madre nel 1844 lo provò duramente, se la prese in particolar modo con la medicina classica dell'epoca che, a suo dire, non seppe fare nulla per curare la madre ne per alleviarne il dolore che accompagnò la sua malattia. Per questo, lasciati i rapporti sociali e la politica, si ritirò nella tenuta di Vigorso ed iniziò a studiare una "nuova medicina" che fosse maggiormente efficace. Nel 1850 acquistò i terreni dove sorgevano le rovine dell'antica rocca di Savignano e il 5 novembre dello stesso anno pose la prima pietra del castello che avrebbe chiamato "Rocchetta", dove si stabilì definitivamente a partire dal 1859 dirigendone personalmente la costruzione . Fino alla fine della sua vita Cesare Mattei proseguì i lavori, apportando continue modifiche e interventi che si svilupparono in diverse fasi e vennero definitivamente portati a termine, dopo la sua scomparsa, dal figlio adottivo Mario Venturoli. Per il Conte Mattei la Rocchetta fu il luogo nel quale fece il viaggio verso un sapere ben preciso: egli dedicò quasi tutta la vita allo studio di una scienza medica empirica, denominata Elettromeopatia, che praticava presso il castello e che lo portò a giungere ad una fama mondiale nel ventennio 1860-1880. Il Venturoli ed in seguito gli eredi continuarono aprodurre e distribuire i "Rimedi Mattei" fino al 1959 quando per vari motivi chiusero i laboratori. Per quanto attiene al Castello della Rocchetta, dopo vari tentativi di cederlo al Comune di Bologna o ad altri enti, conclusero le vendita con un commerciante locale Primo Stefanelli detto "Il Mercantone" . Quest'ultimo dopo aver aggiunto particolari inesistenti in precedenza come prigioni, pozzo a rasoio ecc. lo gestì come attrazione fino a quando non venne chiusa per problemi di stabilità e sicurezza. Nel 2005 la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna (Carisbo) acquistò il castello e dopo un accurato studio progettuale ne iniziò il consolidamento ed un fedele restauro giunto a tuttoggi a circa 2/3 del totale. Da Agosto 2015, la parte ristrutturata, è stata riaperta al pubblico secondo un accordo siglato da Fondazione, Comune di Grizzana Morandi, Proloco di Riola e supporto delle altre associazioni del paese.(db)
  
 
per informazioni e prenotazioni: www.rocchettamattei-riola.it  guarda il video di vergato news24  foto e testi sono proprieta' di rocchettamattei-riola.it

In zir par la Rumagna

In zir par la Rumagna 

con il 

Camper club il gabbiano di romagna

Come ogni anno il camper club organizza per i soci un'uscita in giro per la nostra bella romagna.
Quest'anno il nostro vagabondare ci ha portato a Montecerignone dove siamo stati accolti dall'incaricata della pro loco signora Adriana che ci attendeva davanti alla torrefazione di uno dei caffè più buoni e rinomati della nostra terra. 
"Il caffè Pascucci "
Il signor Berto Pascucci ha messo a disposizione la sua azienda e ci ha mostrato dalla pianta al chicco tutti i procedimenti fino ad arrivare all'assaggio del caffè
a casa di Umberto Eco.
E dopo avere fatto un pò di shopping la guida ci ha cond
un caffè che lui stesso ha preparato per tutti noi.
Abbiamo visitato il suo ufficio e di li ci ha mostrato lotto alla scoperta di questo incantevole paesino che porta il nome di Montecerignone.






Avvicinandoci al paese il sorriso è apparso sulle nostre labbra nel vedere la bellezza di questo antico borgo, che presenta ancora la sua struttura quattrocentesca pressoché intatta, ci ha fatto ritornare con la mente a tempi lontani, tempi di dame e cavallieri.


Situato al centro del Montefeltro, Montecerignone sporge su uno sperone di roccia nel mezzo di una piccola valle dove il fiume Conca scorre da sempre,il borgo si trova a un  altitudine di 563 metri s.l.m, è facilmente raggiungibile da Cattolica (30 Km), Rimini (36 Km), San Marino (20 Km), San Leo (15 Km), Urbino (40 Km), Pesaro (48 km). Una visita al paese è senz'altro consigliabile per la bellezza dell'abitato che presenta ancora pressoché intatta la struttura urbanistica quattrocentesca. Al centro del paese si trova Piazza Clementina, che ricorda i natali di Giovanni Vincenzo Ganganelli, il futuro Papa Clemente XIV.
Percorrendo il "vicolo" si trovano quasi allineate la  Ex Chiesa di S. Caterina fatta erigere dai Cavalieri del Sovrano Militare Ordine di Malta, ora divenuta sala polivalente , la seicentesca Chiesuola di S. Maria del Soccorso dove si conservano una Madonna in trono e due tele ogivali attribuite al Vivarini, infine la Chiesa Parrocchiale di S. Biagio, patrono del paese e protettore della gola (festeggiato il 3 febbraio), dove viene conservata una preziosa Croce Latina del XII secolo che la tradizione vuole portata dai Crociati di ritorno dalla Terra Santa da cui ebbe origine l'antichissima Fiera di S. Croce del 4 Maggio (ora prima domenica di maggio).Notevole è la Rocca, le cui origini rimontano al XII secolo, ben conservata, che attualmente ospita il municipio. 
La Rocca
Se per tanti edifici fatti dal Duca Federico d´Urbino, Vespasiano da Bisticci usa il termine Rocca, questo solo non è sufficiente a definire quello di Montecerignone detta invece "Rocca e Casa"
La definizione fa trapelare la consistenza e l´importanza della costruzione, elementi questi documentati dalle vicende storiche della località. Montecerignone fu importante centro sin dai tempi del dominio malatestiano, sotto cui, oltre al consolidamento della Rocca vennero anche ampliate le mura. Colpassaggio ai Montefeltro dopo la sconfitta dei Malatesta (1464), si parla di interventi di ristrutturazione della Rocca, con la ricorrente supposizione di un progetto di Francesco di Giorgio.L´edificio si presenta oggi come un corpo compatto, al di sopra dell´antico castello, recinto lungo tutto il bordo delle mure da due rampe di accesso. Nonostante le trasformazioni effetuate nei secoli  XVII e XIX, l´immagine quattrocentesca della costruzione è rimasta pressochè inalterata ed impone il problema urgente della sua salvaguardia e di un corretto riuso dell´ interessante complesso.
La Rocca è strutturata su tre piani. Il sotterraneo è costituito da un ampio salone con volta a botte, in mattoni, ed una pavimentazione in cotto pesto, dall’atmosfera calda e accogliente.
Dal sotterraneo si raggiunge l’atrio del primo piano, attraverso una scala interna in pietra o attraverso la gradinata esterna. L’atrio è suddiviso in due parti, un cortile aperto e luminoso e un loggiato coperto, ideale per buffet e aperitivi.
Dal loggiato si accede ad una attrezzata sala per conferenze, con volte a crociera, e ad una cucina spaziosa. Un delizioso giardino pensile, dominato dal busto di Uguccione della Faggiola, chiude armonicamente lo spazio del primo piano.
Il piano nobile è costituito da un salone per ricevimenti o conferenze, ampio e luminoso, dalle linee sobrie ed eleganti. Finestre rinascimentali con sedute laterali in pietra illuminano la sala durante il giorno, con una splendida vista sul monte Carpegna, su piazza Begni e sulla valle del fiume Conca.
La rocca di Montecerignone è un luogo particolare, un’architettura d’altri tempi che ha mantenuto inalterato nei secoli il suo particolare fascino, capace di accogliere e ospitare dentro i suoi eleganti ambienti ogni evento e manifestazione. Il complesso, cuore del centro storico, si raggiunge da piazza Begni, vero gioiello di architettura urbanistica, attraverso archi a sesto acuto ed un’ampia scala che conduce al sotterraneo e ai saloni dei piani nobili.
Monte Cerignone


Rievocazione storica con corteo e palio 
l'evento dovrebbe iniziare venerdì 8 luglio 2016 . giornate fantastiche in un borgo medievale del Montefeltro nel secolo XIII.
Montecerignone sarà catapultata in un'epoca così lontana da farci completamente dimenticare, per tutto il corso delle due giornate, il trambusto della vita moderna.
Per tutto il corso delle giornate si aggireranno giullari, predicatori, cartomanti, trampolieri, mangiafuoco e i falconieri faranno volare in alto nel cielo i loro falchi.
Saranno presenti bancarelle di artigianato tipico e artistico; verranno allestite botteghe di antichi mestieri ormai dimenticati...e, per il piacere del palato, verranno aperte le caratteristiche cantine medievali dove gustare piatti tipici del luogo.
Pro Loco di Monte Cerignone
Tel. 0541.978877 - 349.5823397
Ringraziamo la signora Adriana che che ci ha salutato con un ricco buffet e aperitivo per poi passare al ristorante dove la signora Clementina ci attendeva per la cena. 
agosto
13-14 e 15 agosto
Sagra de Brusteng - Festa paesana, con stand gastronomici, giochi, orchestra e animazione varia 






Umberto Eco
Da oggi a Monte Cerignone mancherà qualcosa.
Non dimenticheremo mai una persona così vera, semplice, libera, e dallo spessore morale infinito. Un gigante di cultura e intelligenza.
Siamo orgogliosi di averti ospitato per tanto tempo qui da noi.
Ciao Umberto.






Il Sindaco, l’Amministrazione Comunale e tutti i cittadini di Monte Cerignone.






Monte Cerignone, 19 febbraio 2016









Gita a San Leo


Partiti di buon ora dopo aver percorso l’autostrada A14 fino a Rimini nord e attraversato l’incantevole S.Arcangelo di Romagna ci siamo inoltrati nella valle del Marecchia. Uno sguardo in alto agli antichi borghi di Verrucchio sulla sinistra e di Torriana sulla destra, oltrepassato il bivio per S.Marino siamo entrati nelle antiche terre del Montefeltro….il cartello indica S.Leo 9 chilometri il Doral si arrampica per la stretta strada in salita fino a raggiungere l’arco che delimita l’entrata nel
Antico paese medievale… uno sguardo all’arco.. “ma ci passiamo da li??” ci passiamo… con molta attenzione ma passiamo.. attraversiamo l’antico borgo fino al parcheggio indicato come sosta camper spazioso ombreggiato.. ma piu’ che altro un parcheggio se si esclude la fontana. Ci inoltriamo a piedi verso il centro del borgo per una visita all’antichissima Pieve alla Madonna ,Lasciata la Pieve ci incamminiamo verso il Duomo che dista da questa solo poche decine di metri,.i due monumenti sono molto belli al loro interno nel silenzio e nella penombra si respira l’aria di secoli lontani. Lasciato anche il duomo ci incamminiamo nel paese.. ovviamente per vedere i negozi che come sempre vendono la stessa cosa.. ma che come sempre.. le donne devono vedere.. una sosta all’antico forno per comprare il pane e i prodotti locali che Marisa conosce bene essendo nativa del posto..la crescia.. e altri dolci

 

Pieve alla Madonna La Cella di Cagliostro nella fortezza di S.Leo

poi si decide di andare alla fortezza… lei guarda lassu’ e dice.. tu sei matto…a piedi mai… fortuna che e’ bassa stagione.. non c’e’ quasi nessuno in giro… ripreso il doral ci arrampichiamo di nuovo fino a raggiungere l’antica fortezza di S.Leo, nel parcheggio pranziamo con la vista bellissima delle colline del montefeltro. Finito il pranzo e ovviamente attaccato il generatore perche’ se non beve il caffe’ dell’alicia non puo’ sopravivere entriamo nella fortezza….un luogo pieno di storia nel corso dei secoli.. prigione di Giuseppe Balsamo detto conte di Cagliostro, prigione del Rinascimento e dell’eultima guerra…. La visita e’ molto bella e interessante a parte il rifiuto di Marisa ad entrare nella cella di Cagliostro per l’evidente fifa di sentire l’anima del morto che pare vagare ancora li da secoli. Finita la visita decidiamo di scendere il fino al mare per dormire alla sosta camper di Fano a pochi metri dal mare… mare che durante la notte a causa dell’uragano sembra arrivare fino al camper..dopo una notte da incubo (per me..) e da ghiro (per lei..) riprendiamo la strada di casa..da Pesaro prendiamo la panoramica e iniziamo a salire di nuovo.. ci fermiano in alto con la splendida vista del mare di sotto e pranziamo…dopo il pranzo ovviamente il generatore perche’ senza il caffe dell’alicia..ecc ecc. ecc… riprendiamo la strada di casa.. scendiamo e ci fermiamo al limite di vallugola dove parcheggiare e’ piu’ che un miraggio.. delusi riprendiamo la strada verso casa fino a raggiungere Gabicce monte.. Gabicce e infine Cattolica da cui riprendiamo l’autostrada… come sempre.. pochi chilometri e tante cose belle da vedere

 


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