07/09/16

4 passi per Bologna

4 passi per Bologna
 
   

piccola guida alla visita della città sulla nostra pagina territorio www.galassiacamper.com
la nostra piccola guida alla visita della nostra bella citta' segue il percorso del video e inizia idealmente in Piazza Minghetti, dalla fermata del'autobus 96 che arriva dal parcheggio che vi suggeriamo. Questo intinerario è visto dagli occhi di un Bolognese e nulla vuole togliere alle piu' professionali e blasonate guide a cui vi rimandiamo per ulteriori informazioni.



Risalendo la via Rolandino, proprio di fronte alla fermata, si arriva a Piazza San Domenico, la piccola e stretta via si apre sulla grande piazza dove spiccano le tombe dei Glossatori e la grande mole dell'abbazia di San Domenico. Il fondatore dell'ordine dei Frati Predicatori (o Domenicani), lo spagnolo San Domenico di Guzman, giunge a Bologna intorno al 1200 dove rileva la chiesa e la canonica di San Nicolò delle Vigne, luogo in cui oggi sorge la basilica a lui dedicata. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1221, i confratelli danno inizio ai lavori per una chiesa più grande in cui poter conservare le sue spoglie, ancora oggi presenti nella bellissima cappella di San Domenico all'interno di un arca marmorea. Al suo interno nelle cappellette e nelle navate capolavori di Guido Reni, Michelangelo, Nicolò Dell'Arca. Uscendo dalla chiesa a sinistra uno sguardo al Palazzo Baiocchi sede del tribunale di Bologna , si va destra verso piazza Cavour con l'imponente edificio della Banca di Italia, attraversiamo via Farini entrando nei portici del Pavaglione, sulla destra la statua dello scienziato Bolognese Luigi Galvani nella omonima piazza, proseguendo si arriva al primo degli edifici piu' rappresentativi di Bologna, il palazzo dell'Archiginasio, sede della piu' antica università del mondo.

Il palazzo dell'Archiginnasio fu costruito fra il 1562 ed il 1563 per volere del Legato pontificio di Bologna, il cardinale Carlo Borromeo e del Vicelegato Pier Donato Cesi, su progetto dell'architetto bolognese Antonio Morandi detto Terribilia. Lo scopo dell'operazione, maturata nel clima culturale del Concilio di Trento, era quello di dare una sede unitaria all'insegnamento universitario fino allora disperso in varie sedi, ma lo scopo principale bloccare l'espansione della basilica di San Petronio, che a lavori ultimati sarebbe diventata piu' grande di San Pietro a Roma. I loggiati sono adorni di stemmi e memorie scolpite o dipinte di professori e studiosi. Al piano superiore la sala, chiamata Teatro anatomico per la caratteristica forma ad anfiteatro, fu progettata nel 1637 per le lezioni anatomiche dall'architetto bolognese Antonio Paolucci detto il Levanti, scolaro dei Carracci. Sempre sullo stesso piano la biblioteca ove sono conservati libri e manoscritti di antica data. Uscendo dal  palazzo a pochi passi il museo civico archeologico che ha sede nel quattrocentesco Palazzo Galvani fin dalla sua inaugurazione ufficiale, avvenuta il 25 settembre del 1881, all'interno importanti reperti archeologici e una discreta collezione egizia. E sulla destra... si apre piazza Maggiore... la piazza grande di Bologna con la sua  imponente basilica di San Petronioil palazzo comunale, il palazzo del podesta , il palazzo Re Enzo e la fontana del nettuno chiamato il Gigante dai noi Bolognesi . Tutti questi edifici racchiudono secoli di storia difficile da raccontare in poche righe, la sola vista della piazza circondata da questi imponenti monumenti emoziona.

 Alla destra del Palazzo Comunale si apre via Oberdan, percorrendola fino a Piazza dei Celestini  per una visita alla basilica di San Giovanni battista e.. guardando in alto di fronte.. il ricordo di un altro illustre Bolognese. Forse è ora di pranzo,attraversiamo di nuovo la piazze e inoltriamoci nei vicoli che da li intersecano, tra le antiche botteghe di via Clavature, via Pescherie Vecchie, via Degli Orefici in peno della zona del quadrilatero è possibile pranzare, dal panino alla trattoria tipica Bolognese. Una volta rifocillati una visita a Santa Maria della Vita in via Clavature, all'interno  è possibile ammirare il famoso gruppo plastico della Pietà, "Compianto del Cristo Morto", uno dei più vigorosi ed espressivi capolavori della scultura italiana, modellato nella seconda metà del '400 da Niccolò dell'Arca.
Attraverando via Rizzoli dal lato opposto del  Roxy Bar entriamo nella galleria Degli Acquaderni, un tempo L'antica chiesa di San Giobbe, un occhiata agli affreschi  di L. Lmbertini per poi uscire in via Dell'Inferno una delle vie e zone piu' antiche di Bologna, la via era l'arteria principale dell'antico ghetto Ebraico, un occhiata a palazzi e portici antichi per poi risalire la via dei Giudei e trovarci facci a faccia con le nostre famose torri.



Dalle torri prendiamo la via Castiglione, uno sguardo all'antico palazzo della Mercanzia, antica sede del commercio Bolognese, a sinistra la via Santo Stefano, percorrendola si arriva nella omonima piazza dove sorge l'antico complesso delle 7 chiese o chiesa di Santo Stefano, un insieme di chiese costruite nel tempo fino a formare il complesso attuale, all'interno la tomba del Vescovo e santo Petronio, patrono della città di Bologna (attualmente riposa nella basilica in piazza Maggiore). Su un lato della piazza,nella via De Pepoli, una targa ricorda la nascita nel pieno centro di Bologna di un marchio che ha lasciato il segno nell'automobilismo Italiano e Mondiale.



I 4 passi sono sono finiti come forse la vostra prima giornata a spasso per Bologna, da via De Pepoli si torna in via Castiglione e da li in Via Farini alla fermata del 96 per il rientro al parcheggio.
Bologna non dispone al momento di una sosta camper ma solo di un campeggio, in alternativa è possibile parcheggiare nel parcheggio vicino a casa mia, in viale della Resistenza a Pianoro,tranquillo illuminato al margine di un bellissimo parco pubblico immerso nel verde, la fermata del 96 con corse ogni 20 minuti e che in 25 minuti vi porta e riporta dal  centro di Bologna a 20 metri, supermercato, ristoranti pizzerie nei dintorni, carico e scarico a 1 km nella frazione di Pian di Macina. e chissà forse ci si incontrerà per un caffè al bar del parco
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