10/06/16

Come migliorare l'assetto del veicolo?


Come migliorare l'assetto del veicolo?

di Sandro Giusti "tanta strada in camper group"

Purtroppo, i nostri veicoli viaggiano in perenne stato di pieno carico, se non addirittura sovraccarichi. Questo fa si che la meccanica di base, per quanto robusta e ben dimensionata, si trova in stato di continuo stress, in viaggio come a veicolo fermo. Le sospensioni sono tra gli elementi che più patiscono questo disagio, non di rado manifestando la loro fatica, quando non addirittura soccombendo. Se vogliamo evitare che il nostro veicolo viaggi in posizione 'seduta', e veda fortemente ridotte le proprie capacità di assorbire le asperità della strada, possiamo intervenire in vari modi. La cosa più importante è assicurarci che le sospensioni (soprattutto quelle posteriori) lavorino in condizioni accettabili: è incredibile osservare qunanti veicoli circolino con le balestre posteriori a 'curvatura capovolta', vale a dire così carichi che l'originale centina dei fogli ammortizzanti è stata completamente assorbita, e anzi l'apice della 'U' si trova ormai in alto invece che in basso! Quando la balestra può svolgere il proprio lavoro in modo adeguato (magari grazie all'aggiunta di un foglio supplementare), se il veicolo risulta troppo 'morbido', cioè se oscilla troppo, possiamo irrigidirlo intervenendo sugli ammortizzatori, il cui ruolo è proprio quello di smorzare le oscillazioni verticali del veicolo, fermandolo dopo 1, massimo 2 movimenti. Tipicamente gli ammortizzatori originali sono tarati per lavorare solo parte del tempo a pieno carico, e quindi si trovano in una situazione di forte stress che - tra l'altro - li deteriora velocemente. Esistono in commercio ammortizzatori rinforzati che fanno al caso nostro e risolvono brillantemente il problema, sia del carico che della durata. Infine, con le sospensioni integrative ad aria si può ottimizzare la risposta dinamica del veicolo andando ad aiutare le sospensioni posteriori nei momenti di maggior carico; inoltre, con un impianto completo e quindi dotato di compressorino a bordo, è possibile intervenire sull'altezza da terra della parte posteriore del veicolo - limitatamente a pochi centimetri e per poco tempo, ma quanto basta, ad esempio, per superare passaggi difficili come gli accessi dei traghetti o qualche tratto di sterrato particolarmente insidioso. Attenzione, però: l'ordine degli interventi non è casuale: non si pensi di risolvere tutti i problemi in una sola volta installando, per esempio, le sole sospensioni integrative ad aria. Facendole lavorare in un gruppo sospensione sotto forte carico, dove non abbiano lo spazio adeguato per inserire il loro 'contributo', potrebbero essere controproducenti e dannose, sino a piegare il telaio in occasione di shock dinamici imprevedibili (una buca, una rotaia troppo alta, e così via), soprattutto in presenza di sbalzi molto pronunciati e ben carichi.

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